Chi garantisce il software ?


Stavo leggendo i nuovi articoli sul blog di pollycoke e di rimando mi sono imbattuto in questo commento, che si interroga in merito a temi filosofico-religiosi legati all’open source. In questo breve post, ha catturato la mia attenzione il discorso in merito all’uso in ambito mission-critical dell’open source.

Tralasciando il doscorso specifico del mission-critical, dove pernso che chi necessita di tali requisiti, in genere si faccia sviluppare software ad hoc, in generale c’è comunque la tendenza a ritinere il software proprietario, al contrario del software open, sia garantito.

Purtroppo devo deludere chi la pensa così, perchè leggendo bene le varie licenze si scopre che tutti i software in nostro possesso contengono una sfilza di esclusioni e che di fatto, nella peggiore delle ipotesi, obbligerebbero il produttore alla restituizione della sola cifra pagata.

Passi per il programma per creare l’album delle fotografie, ma purtroppo lo stesso vale anche per quei software che dovrebbero garantire una elevata affidabilità come Windows Server o Microsoft SQL Server.

Questo non vuol dire che tali prodotti non funzionino, vuol solo dire che in caso di perdita dei dati possiamo sbraitare quanto ci pare, partendo dalla ditta che ci installa il tutto fino ad arrivare allo sviluppatore, tanto non otterremo nulla!

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