Open Spectrum, un idea fantastica.

Ogni tanto, per cinismo, vado a leggere di come stanno andando le cose sul fronte dei vari Tusted Computing e compagnia bella, e di come le varie multinazionali stanno studiando come controllare sempre più cosa facciamo.

Ovviamente sono tutti argomenti da prendere con le molle cercando di limitare i fanatismi, anche se, penso sia molto utile che persone, animate da buoni propositi, lottino con forza e mettano in dubbio l’operato delle grosse aziende e dei loro rappresentanti di fronte a chi legifera.

Facendo zapping in rete e pensando a come si potrebbe liberare la rete da potenziali (almeno cosi sembra dalle nostre parti) controlli, ho immagianto la possibilità di creare una rete collaborativa senza fili. Questa rete dovrebbe avere una struttura a maglia e i nodi essere formati dagli setessi che utilizzano la rete. Questa, con opportuni apparati di fruizione/ripetizione che costituiscono i nodi, avrebbe un potenziale di espansione e di copertura totale.

Ovviamente, ho immaginato anche che qualcun’altro avesse pensato a questa cosa e così mi sono imbattuto nella voce di Wikipedia che parla di Open Spectrum.

Questa idea, si propone di creare una rete globale senza fili che possa trasportare qualsiasi informazione in qualsiasi angolo della terra. I propositi si spingono oltre, puntando a una completa deregolamentazione della ripartizione dello spettro di frequenze, facendo in modo che i vari dispositivi sul territorio possano scegliere automaticamente su quali frequenze operare.

Da ciò è possibile dedurre che, una rete fatta in questo modo, permetterebbe di avere un enorme capacità trasmissiva, ovvero una ampissima larghezza di banda (teoricamente una grossa fetta dello spettro delle radio frequenze) e quindi una velocità di trasferimento dati che va oltre la nostra attuale immaginazione, anche fra punti molto distanti.

Tecnologie in grado di raggiungere tale obbiettivo si stanno già sperimentando: in Italia, un progetto molto interessante, è portato avanti da ninux.org

Chissà se farò in tempo a vedere realizzata, in maniera estesa, l’idea “Open Spectrum” nel corso della mia vita. (ho solo 30 anni!)

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